Inviato da ebeMajor il Mar, 05/12/2017
piuma2

Olea fragrans

Nel giardino degli aromi l'olea fragrans è un angolo di inenarrabile estasi. Ha un odore pieno, casto, sontuoso, curiosamente giovane ed aperto che non ti spieghi da quei fiorellini da niente, dalle sue foglie a punta, da rami asciugati. E sono proprio quei fiori, che sono come le stelle, boccioli di stelle, manciate di stelle, costellazioni autunnali, così discreti, appartati, un poco globosi se chiusi, a raggi se aperti, la fonte di quell'intenso profumo. Pro-fumo, per-fumo: ed è come fumo, come il lume di lampada ad olio che spande una gran luce serena, come le vesti di una regina giovinetta e scalza che corre incontro alla vita. Un'eco d'oro bruno vibra tra le sue pieghe sciolte, a mani piene, a pieni sorrisi, ad occhi stretti per il troppo sole, offre la guancia, teneramente, poi teneramente fugge e non capisci se assomiglia al limone o ad un bacio.

È un invito all'ora della pienezza nell'incuria del tempo a venire; è uno slancio, è un abisso da oltrepassare per riaccostare un prima ed un dopo nella leggerezza dell'ora, è una memoria di saggezza: fa' come i fiori, a nulla tu servi se non ti doni, furiosamente. E in questa furia dolcissima e estrema, in questo murmure limpido e festoso ritrovi gli spazi del cielo al tramonto, le tinte di alba o di aurora, quando inseme si trovano tenebra e luce e promesse e bilanci di un'intera giornata ed un'altra, di certo, sarà. Serena, in tempesta, di altri, magari, ma viva, ma bella, come un frutto sugoso o una gemma cometa che irradi tra i rami, le cose. Tra i rami, le cose si impigliano al tempo, quando gli amori più colmi hanno una piega autunnale, io ti amo e tu? E i cuori cantano e i fiori odorano e la stagione arde ed ogni singolo fiore non è nulla eppure vale davvero, perché senza quel fiore, senza quel palpito timoroso d'eterno, la grande nuvola a coppa non si allargherebbe per l'aria, segno sublime che in amore, come nella vita dei fiori, andare oltre se stessi è felicità.

Negli anni a venire, quando saremo saggi e ormai stanchi e la marea del tempo si sarà ritirata, forse anche noi irraggeremo comprensione e dolcezza e un pizzico di agrumata follia nel nostro autunno goloso e la durezza si muterà in compassionevole distacco, con la levità di questi fiori che si lasciano cadere a terra odorando e odorando alla terra ritornano.

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