Inviato da ebeMajor il Sab, 02/12/2017
piuma3

Narciso

Bianca. Intatta. Limpida. E priva di emozioni. È la parola che non incontra altre parole, non stringe alleanze o getta ponti o allaccia vite. È un verbo al modo infinito, un bocciolo, una giornata all'alba, una pagina vuota o un strada, è nelle relazioni che crescono, le parole. Grappoli di parole, gomitoli di parole, parole come mondi e come vortici in cui tutto si perde. Tutto si ritrova? Parole come isole e come porti, come imprevedibili strapiombi, come fermagli per le intuizioni, parole come ingranaggi e come arnesi, a moschettone, a croce, a scalpello ed altre addentellate per agganciarsi nei cuori altrui. Lasciare un segno, un segno che dica io esisto, tu esisti con me, un segno che è una parola nel cielo o una coincidenza sublime, catartica o lenta come l'ansimare dello scirocco sui colli accesi. Parole che placano i nervi, parole che riannodano antichi furori a nuove immaginazioni. Parole come prole ormai estesa, come un lascito e come un monito, parole sul comodino, parole come una rete asciutta, come una barca senza né vela né timore né limiti all'orizzonte. Parole come conflagrazioni e come annuvolamenti, parole come bagliori e come alleggerimenti di coscienza. Parole da ritagliare, incastonare, da cesellare, sbalzare fuori, scaraventare, incoraggiare, seminare, annaffiare, raccogliere e poi tenere al riparo per una stagione a venire. Parole come carezze o una stretta di mano, come un affetto sollecito e come pietà e la pietà è in fondo un'altra parola forse un po' lisa ma bella, da comprendere, da praticare. Una pietà che è indistinto piacere di incontrare l'altrui vergogna e il tepore di sopire un dolore. Una pietà che è nell'umana natura di guardarsi negli occhi e ritrovarsi uguali, ma anche stranieri. Una pietà che è il segno del nostro cercare e del nostro trovare, quando troviamo e se troviamo. Una pietà che riflette il vuoto ordinato che è altro dal senso e il senso non esclude, che suggerisce, che guida e suggella. Una pietà che diventa la pace e nella pace riscattare il mondo nel ciottolo scabro, al mare.

Questo noi siamo quando restiamo come come narcisi al sole, radiosi, stellanti, odorosi di attiva sospensione. Questo e non altro, perché queste sono le parole che valgono, nella pulita aria di primavera che bianca, intatta, limpida, attende il balsamo delle nostre parole.

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