Inviato da ebeMajor il Mer, 29/11/2017
piuma4

Mughetto

Se ami il mughetto conservi nel sottobosco del tuo cuore un frammento di composta speranza: ritto sulla brughiera volgersi all'orizzonte con occhio vergine, la brezza nei capelli e il mare. Il mare, e dentro luce liquida e fugace e spazi e vaghi rimescolamenti di respiro in respiro, in quiete. La quiete riposa nella corolla smerlata quel tanto che basta perché ci si impiglino i sogni. La quiete riposa nella foglia provvida, tenace, e difende le spalle. La quiete riposa nella forza di un segreto nerbo venefico non ostentato e non negato. È quiete ciò che non puoi mutare, aggirare o prendere in giro: è la coscienza vigile e gioiosa, avvolta nella sua perfetta assenza di giudizio, forza con equilibro, dolce fermezza che non recede e non avanza, eco di solitaria estasi sinfonica.

Tale è il profumo del mughetto: nato da sé e di sé padrone. Ondeggia agile e grazioso vuoi per quel suo grappolo esile vuoi per un precipitare festoso di eventi, annoda alleanze, promesse e riserve. È la certezza del lavoro da fare che hanno le piante che mettono gemme in inverno, quando nel cielo si ammassano segni pesanti di ghiaccio a venire. È la carezza accorta di un pensiero schiuso in potenza nel breve giro di una coppa chiara. È la preghiera silenziosa che rende grazie di ciò che è, osserva in letizia ed approva. È aprirsi senza aspettarsi, progettare senza dar forma, trovare senza cercare. Il cuore felice lo ottieni per la via stretta o per dono ed entrambi non li puoi dominare – il dominio contamina i sogni trasformandoli in lezzo; ma se ti cingi dal suo schivo sentore non puoi rimandare, andiamo, corriamo! Se qualcosa dovesse ferirci, ci consoli la benedizione del suo non volere, non poter essere altro da quello che è.

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