Inviato da ebeMajor il Gio, 23/11/2017
piuma6

Garofano

Che temperamento, che gran consolazione questo garofano! È tutto un fuoco, tutta un'esplosione, un brio come ciniglia o brezza a grana fine. Le capriole? Le fa nelle selve e in mezzo agli uomini, insinua che si possa essere felici: un dubbio franco e tondo, una risata, un sorso di rugiada al primo sole, poi pioggia e sonni di riparazione e dopo ancora il sole. Quando è la notte, poi, incontra la luna di marzo, celeste, nervosa, a folate che scavano e scuotono e pace non ha perché pace non c'è, nel tempo di marzo.

Nel tempo di marzo è tutto un fermento, un alito sopra la brina che sfrigola in mezzo ai pensieri ed ecco!, si rompe la crosta sottile del gelido astio e le cose si donano intere, aperte e maestose o anche piccine, ma senz'ombra. Tu guardi, ti stanchi e chiedi una grazia. E arriva, la grazia, ti arriva in forma di un ricamo d'aste, di cappi e pause come sospiri, astrattamente segna un percorso senza incertezze. La vita è, e resta scritta intorno, come un sorriso a mezz'asta, al centro di una variegata matassa di intuizioni che sbocciano sfrenatamente, serenamente e senza un programma. Tiene le mani giunte ma non è per chiedere niente, non vuole niente, non è niente: nel tempo di marzo o in agosto, o sotto la neve, la vita avanza affilata quanto un esalare di spezie e fiori. Touché!

È un dolce morire di vita questo sentore flautato, barocco; gli vengono dietro gli slanci, tanti quanti ne puoi ritagliare con un pensiero raccolto nel cavo tra una gemma ed un fiore. In quello spazio che è la trasformazione, l'azione trasforma il tempo e ieri e oggi e forse anche il domani si screziano di dolci sorrisi e madreperla, se ne saremo all'altezza. Ovvero: se accoglieremo il rischio di una grande vibrante felicità.

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