Novembre 2017

Ministorie - 6

Inviato da ebeMajor il Gio, 30/11/2017

C'era una volta un uomo che teneva in ordine la forma della città in cui viveva. Era un lavoro noioso ma nessuno lo avrebbe potuto fare al suo posto. Doveva ripassare ogni angolo, ogni pietra, ogni prospettiva giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Aveva mappe e disegni, aveva piantine, schizzi, miriadi di appunti ma il grosso del lavoro lo faceva a memoria. Un tocco qua e un tocco là. Così procedeva, senza mai sbagliare, senza mai smettere.

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Note di testa, note di cuore (6)

Inviato da ebeMajor il Mer, 29/11/2017

Mughetto

Se ami il mughetto conservi nel sottobosco del tuo cuore un frammento di composta speranza: ritto sulla brughiera volgersi all'orizzonte con occhio vergine, la brezza nei capelli e il mare. Il mare, e dentro luce liquida e fugace e spazi e vaghi rimescolamenti di respiro in respiro, in quiete. La quiete riposa nella corolla smerlata quel tanto che basta perché ci si impiglino i sogni. La quiete riposa nella foglia provvida, tenace, e difende le spalle. La quiete riposa nella forza di un segreto nerbo venefico non ostentato e non negato.

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Note di testa, note di cuore (5)

Inviato da ebeMajor il Sab, 25/11/2017

Iris

Tu dici: è l'iris! Lo dici come se fosse un'eterna epifania di cielo senza un difetto, ardito sopra i gambi glauchi. E mentre lo aspiri l'aroma si disfa in un pulviscolo di seta, tra cipria e miele, deliberato e amaro. Amaro, come le cose che non possiamo avere ma dolce, come lusinga per l'ansia di un approdo: a che scopo volere e non potere? La curva tremula dei petali e delle barbe azzurre, viola, gialle e nere perfino sovrasta di gran lunga il rischio di incontrarne l'anima, essa recede seppure si doni all'estasi d'altri.

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Ministorie - 5

Inviato da ebeMajor il Ven, 24/11/2017

C'era una volta un uomo che raccoglieva sorrisi. Quando ne aveva trovato uno si metteva davanti allo specchio e passava le ore a provarlo. Quando era sicuro che gli venisse bene, usciva per strada e sfoderava il suo nuovo sorriso, La gente diceva “Ooh!” e !”Aah!” e applaudiva. L'uomo tornava a casa contento, ma il giorno dopo correva a cercare un altro sorriso; poi si chiudeva in casa a fare le prove e usciva per farsi vedere. Col tempo cominciò a non esser più una novità, anzi qualcuno cominciò ad essere infastidito da quei molti sorrisi.

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Note di testa, note di cuore (4)

Inviato da ebeMajor il Gio, 23/11/2017

Garofano

Che temperamento, che gran consolazione questo garofano! È tutto un fuoco, tutta un'esplosione, un brio come ciniglia o brezza a grana fine. Le capriole? Le fa nelle selve e in mezzo agli uomini, insinua che si possa essere felici: un dubbio franco e tondo, una risata, un sorso di rugiada al primo sole, poi pioggia e sonni di riparazione e dopo ancora il sole. Quando è la notte, poi, incontra la luna di marzo, celeste, nervosa, a folate che scavano e scuotono e pace non ha perché pace non c'è, nel tempo di marzo.

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Note di testa, note di cuore (3)

Inviato da ebeMajor il Mer, 22/11/2017

Caprifoglio

Quando pensi al caprifoglio, arriva l'estate. Arriva in pieno con le sporte di paglia, la sabbia intorno ai calcagni, un'eccitazione diffusa, una festa, un presagio, un'attesa. E quando arriva, arriva anche il caprifoglio. Se lo pensi fa estate e quando arriva è già estate. È così, pensare alle cose le porta vicine, ma quando le vedi le tocchi le odori, le cose pensate sono vere e migliori, si impongono. Lo stesso è del caprifoglio.

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Note di testa, note di cuore (2)

Inviato da ebeMajor il Mar, 21/11/2017

Bergamotto

Dove ci porta il profumo del bergamotto, la sua ventata acuta che squilla verde, frizzante e senza requie? Dove vedremo il suo brio barbaro e guascone che raspa l'aria inquieto, fruga, sonda, svernicia? Svelta è la vita e svelto l'occhio e svelti i fianchi di una nave che salpa sempre lontano, le Indie, l'Africa australe, le Americhe inesplorate o una piega insoddisfatta del nostro sentire.

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Note di testa, note di cuore (1)

Inviato da ebeMajor il Dom, 19/11/2017

Assenzio

E viene l'ora di andare incontro all'assenzio: si è fatto tardi, lui non aspetta, lei se ne andrà, ancora. Qualcosa però emerge da dietro le dune e già l'aria vibra di carni da perlustrare - sembra che danzi muovendo le anche, il tuo desiderio, è fuori del tempo né ha voglia di rispettare gli ipocriti. Ti fruga, ti svuota, ti scuote, ti lascia abbattuto, stracciato, furioso, sei un fascio di nervi, un fascio di segni, di legni, una prora di nave, sei pronto a salpare per dove, per dove?

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Ministorie - 4

Inviato da ebeMajor il Sab, 18/11/2017

C'era una volta un uomo che cancellava i torti. Ogni mattina si armava della sua bella gomma, di un separé di tessuto e di uno sgabello di legno consunto e si preparava a fare il giro della città. Arrivava sulla piazza prima dei sonnolenti impiegati del entro, dei vigili e degli avventori dei bar, aspettava che le saracinesche dei negozi si aprissero con il solito cigolio, seduto a scrutare la piazza che si riempiva. Poi cominciava. “Torti... Torti freschi...

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