San Daniele del Friuli

Inviato da ebeMajor il Ven, 15/12/2017

S. Daniele del Friuli si trova adagiata su di un colle che si eleva su un territorio dolce, mosso da rilievi appena accennati. Intorno alla cittadina poderi marcati da siepi ed alberi, coltivazioni, rigagnoli d'acqua: un paesaggio mite, che sa di lavoro e di calma. Ti aspetti di vedere passare un fagiano, un gallo cedrone che con aria placida misura la campagna, o una lepre attraversare la strada asfaltata con improvvisa, rapida corsa, la coda lanosa e sbarazzina che si lascia indietro la nostra meraviglia.

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Note di testa, note di cuore (9)

Inviato da ebeMajor il Ven, 08/12/2017

Rosa

Come sottrarsi al peso del già detto parlando della rosa? Il suo profumo vellutato e ricurvo, ritroso talvolta, talvolta munifico fino allo stordimento è tutt'uno con il suo fiore; è provocazione poetica e struggimento d'amore su cui è stata profusa eloquenza di stile. Dietro alla rosa precipitano i millenni e a noi che siamo arrivati tardi poco è rimasto da aggiungere. Ma è pur sempre vero che nulla di nuovo è dato sotto il sole: sotto il sole di maggio, allora, proviamo ad accostarci alla rosa per ascoltarne il mormorio che a tutti dice la sua malia, intatta.

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Note di testa, note di cuore (8)

Inviato da ebeMajor il Mar, 05/12/2017

Olea fragrans

Nel giardino degli aromi l'olea fragrans è un angolo di inenarrabile estasi. Ha un odore pieno, casto, sontuoso, curiosamente giovane ed aperto che non ti spieghi da quei fiorellini da niente, dalle sue foglie a punta, da rami asciugati. E sono proprio quei fiori, che sono come le stelle, boccioli di stelle, manciate di stelle, costellazioni autunnali, così discreti, appartati, un poco globosi se chiusi, a raggi se aperti, la fonte di quell'intenso profumo.

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Ministorie - 7

Inviato da ebeMajor il Dom, 03/12/2017

C'era una volta un uomo che, quando aveva sete, mangiava e quando aveva fame beveva. Si lamentava di essere sempre stanco – sfido io!, se aveva sonno rimaneva sveglio e si addormentava solo quando gli era passata la voglia di dormire – e quando voleva parlare era un disastro perché taceva, mentre parlava quando avrebbe dovuto tacere. Quando doveva andare in un posto rimaneva fermo a casa e si spostava solo quando non aveva nessuna necessità di muoversi. Quando era triste rideva e quando era felice piangeva. Gridava se non voleva fare rumore e sussurrava quando doveva farsi sentire.

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Note di testa, note di cuore (7)

Inviato da ebeMajor il Sab, 02/12/2017

Narciso

Bianca. Intatta. Limpida. E priva di emozioni. È la parola che non incontra altre parole, non stringe alleanze o getta ponti o allaccia vite. È un verbo al modo infinito, un bocciolo, una giornata all'alba, una pagina vuota o un strada, è nelle relazioni che crescono, le parole. Grappoli di parole, gomitoli di parole, parole come mondi e come vortici in cui tutto si perde. Tutto si ritrova?

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Ministorie - 6

Inviato da ebeMajor il Gio, 30/11/2017

C'era una volta un uomo che teneva in ordine la forma della città in cui viveva. Era un lavoro noioso ma nessuno lo avrebbe potuto fare al suo posto. Doveva ripassare ogni angolo, ogni pietra, ogni prospettiva giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Aveva mappe e disegni, aveva piantine, schizzi, miriadi di appunti ma il grosso del lavoro lo faceva a memoria. Un tocco qua e un tocco là. Così procedeva, senza mai sbagliare, senza mai smettere.

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Note di testa, note di cuore (6)

Inviato da ebeMajor il Mer, 29/11/2017

Mughetto

Se ami il mughetto conservi nel sottobosco del tuo cuore un frammento di composta speranza: ritto sulla brughiera volgersi all'orizzonte con occhio vergine, la brezza nei capelli e il mare. Il mare, e dentro luce liquida e fugace e spazi e vaghi rimescolamenti di respiro in respiro, in quiete. La quiete riposa nella corolla smerlata quel tanto che basta perché ci si impiglino i sogni. La quiete riposa nella foglia provvida, tenace, e difende le spalle. La quiete riposa nella forza di un segreto nerbo venefico non ostentato e non negato.

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Note di testa, note di cuore (5)

Inviato da ebeMajor il Sab, 25/11/2017

Iris

Tu dici: è l'iris! Lo dici come se fosse un'eterna epifania di cielo senza un difetto, ardito sopra i gambi glauchi. E mentre lo aspiri l'aroma si disfa in un pulviscolo di seta, tra cipria e miele, deliberato e amaro. Amaro, come le cose che non possiamo avere ma dolce, come lusinga per l'ansia di un approdo: a che scopo volere e non potere? La curva tremula dei petali e delle barbe azzurre, viola, gialle e nere perfino sovrasta di gran lunga il rischio di incontrarne l'anima, essa recede seppure si doni all'estasi d'altri.

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Ministorie - 5

Inviato da ebeMajor il Ven, 24/11/2017

C'era una volta un uomo che raccoglieva sorrisi. Quando ne aveva trovato uno si metteva davanti allo specchio e passava le ore a provarlo. Quando era sicuro che gli venisse bene, usciva per strada e sfoderava il suo nuovo sorriso, La gente diceva “Ooh!” e !”Aah!” e applaudiva. L'uomo tornava a casa contento, ma il giorno dopo correva a cercare un altro sorriso; poi si chiudeva in casa a fare le prove e usciva per farsi vedere. Col tempo cominciò a non esser più una novità, anzi qualcuno cominciò ad essere infastidito da quei molti sorrisi.

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Note di testa, note di cuore (4)

Inviato da ebeMajor il Gio, 23/11/2017

Garofano

Che temperamento, che gran consolazione questo garofano! È tutto un fuoco, tutta un'esplosione, un brio come ciniglia o brezza a grana fine. Le capriole? Le fa nelle selve e in mezzo agli uomini, insinua che si possa essere felici: un dubbio franco e tondo, una risata, un sorso di rugiada al primo sole, poi pioggia e sonni di riparazione e dopo ancora il sole. Quando è la notte, poi, incontra la luna di marzo, celeste, nervosa, a folate che scavano e scuotono e pace non ha perché pace non c'è, nel tempo di marzo.

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